Regno Novelas

Passa al contenuto

  • Avviso
Attenzione! In rete su alcuni siti vendono telenovelas e hanno utilizzato tra varie foto alcune tratte dal forum Regno Novelas il quale è totalmente estraneo alla vendita. Grazie. Lo staff del Forum Regno Novelas
  • Riconoscimenti
miglior sito In classifica Uno dei più belli 10000 punti ottenuti 50000 punti ottenuti Sito d'argento Sito Gold sito web Super Sito Web

LE TRE ROSE DI EVA - Copertine e rassegna stampa

Una storia di omicidi, complotti, segreti ma soprattutto una grande storia d'amore tra due giovani appartenenti a famiglie nemiche. Con Anna Safroncik, Roberto Farnesi, Kaspar Capparoni, Luca Ward, Barbara De Rossi.....

Re: LE TRE ROSE DI EVA - Copertine e rassegna stampa

Messaggioda veu » sabato 3 dicembre 2016, 12:31

Articolo da Tv Sorrisi e Canzoni:

Immagine
veu
Amatore
Amatore
 
Messaggi: 3005
Iscritto il:
domenica 28 novembre 2010, 22:25

Re: LE TRE ROSE DI EVA - Copertine e rassegna stampa

Messaggioda veu » sabato 3 dicembre 2016, 12:39

Qui la descrizione dell'articolo da Tv Sorrisi e Canzoni:

Immagine

«Le tre rose di Eva», le foto dal set della quarta stagione
Siamo stati a osservare le riprese della fiction di Canale 5 con Roberto Farnesi e Anna Safroncik. Tra personaggi vecchi e nuovi spicca un sorprendente ritorno, con molti misteri ancora da svelare

02 Dicembre 2016 | 11:53 di Stefania Zizzari

Nella piazza del Comune di Nepi, a 50 chilometri da Roma, si gira una scena della quarta stagione di «Le tre rose di Eva». Davanti a una caserma dei Carabinieri perfettamente ricostruita, Roberto Farnesi nei panni di Alessandro Monforte sta parlando con Anna Safroncik che interpreta Aurora Taviani. Sì, proprio lei. E non è né un fantasma né una gemella: il personaggio di Aurora torna nella serie ed è il colpo di scena sul quale si innesta tutto il racconto delle dieci nuove puntate.

«Si era visto il suo funerale ma non il suo corpo senza vita» spiega la Safroncik. «Tutti la credevano morta ma non era così. Non c’è niente di sovrannaturale o di forzato. Semplicemente, non era morta. Ricompare ed è sempre lei. ll primo giorno di riprese mi è sembrato come se non ci fossimo mai lasciati. E questa è la più bella delle quattro serie».

Di sicuro, sarà movimentata. Almeno per quanto riguarda i sentimenti. Sono passati due anni dal funerale di Aurora e Alessandro e la piccola Eva, la loro bimba, hanno trovato un nuovo equilibrio. Il ritorno di Aurora ovviamente porterà scompiglio. «Quando se la trova davanti Alessandro rimane sconvolto» anticipa Farnesi.

La novità rispetto alla serie precedente è un ritorno alle origini, come spiega il regista Raffaele Mertes: «Abbiamo abbandonato il lato “mystery” e “noir” per concentrarci più sui sentimenti e sugli aspetti legati al lavoro delle famiglie: producono vino e molte scene sono girate nei vigneti». E proprio a causa di problemi legati al lavoro, i Monforte, i Taviani e i Camerana attraversano un periodo difficile per gli affari.

Inoltre arriva una nuova famiglia: gli Astori, intenzionata a comprare le terre attorno a Villalba. Entra in scena così un nuovo antagonista per Alessandro: Fabio Astori (Fabio Fulco). I capostipiti di questa nuova famiglia sono Carlo Astori (Corrado Tedeschi) e la moglie Lea (Daniela Poggi). «Lea ne combinerà di tutti i colori e regalerà tante emozioni» spiega l’attrice. Carlo ha un fratello, il colonnello Vittorio Astori: «Un uomo determinato, sprezzante e spregiudicato nonostante la divisa» spiega Riccardo Polizzy Carbonelli, che lo interpreta. Nella famiglia Astori ci sono anche le altre nuove entrate: Gloria Radulescu, che interpreta Fiamma Astori, e Laura Torrisi nei panni di Lucrezia, moglie di Ivan Astori (Danilo Brugia). Le riprese termineranno in primavera.


Ciak, si gira con le sorelle Taviani: Marzia (Karin Proia, 42) e Tessa (Giorgia Würth, 37). «Tessa troverà l’amore e scoprirà un mistero legato alla famiglia» svela la Würth

Immagine


Anna Safroncik (35), qui con il regista Raffaele Mertes (57), torna nei panni di Aurora: «Il mio rientro non era previsto, ma l’affetto del pubblico mi ha lusingata e ho deciso di continuare. Ne sono felice, anche perché la grinta di Aurora mi mancava»

Immagine


Roberto Farnesi (47) mentre gira una scena nei panni di Alessandro Monforte. Per lui sarà un colpo rivedere la donna che amava e che credeva morta: «Aurora torna e vuole riappropriarsi della sua famiglia. Ma non sarà così scontato» dice l’attore, che vedremo anche in «Solo per amore 2» su Canale 5

Immagine


Daniela Poggi (62) sarà uno dei nuovi personaggi della serie: Lea Astori

Immagine


Giorgia Würth si fa ritoccare il trucco prima di girare una scena all’interno di un’automobile

Immagine


Pausa relax per Luca Capuano (39), che interpreta Edoardo Monforte (fratello di Alessandro), e l’ex cattiva Veronica Torre, che ha il volto di Euridice Axen (36)

Immagine


Fabio Fulco (46) nella serie è Fabio Astori: «Un uomo misterioso, pieno di sfaccettature, uno difficile da mettere a fuoco» spiega l’attore, che presto sarà nei cinema con la commedia «Il crimine non va in pensione», di cui è anche regista. La storia è ambientata in un centro per la terza età. Nel cast, Stefania Sandrelli, Franco Nero e Maurizio Mattioli

Immagine
veu
Amatore
Amatore
 
Messaggi: 3005
Iscritto il:
domenica 28 novembre 2010, 22:25

Re: LE TRE ROSE DI EVA - Copertine e rassegna stampa

Messaggioda veu » domenica 8 gennaio 2017, 15:17

Uno dei primissimi articoli su Le Tre Rose di Eva dell'aprile 2012 dal Corriere Fiorentino:

Immagine
veu
Amatore
Amatore
 
Messaggi: 3005
Iscritto il:
domenica 28 novembre 2010, 22:25

Re: LE TRE ROSE DI EVA - Copertine e rassegna stampa

Messaggioda veu » martedì 28 marzo 2017, 20:45

Intervista a Daniela Poggi (Lea ne Le Tre Rose di Eva 4) da Off Il Giornale:

“Ho adorato violentemente Walter Chiari”

L’esordio a teatro con Walter Chiari, nel 1978. La televisione, come soubrette e conduttrice, ma soprattutto il cinema, con più di 20 film all’attivo e collaborazioni con registi d’eccezione, da Steno a Sergio Corbucci, da Pier Francesco Pingitore a Giovanni Veronesi. Daniela Poggi è una certezza dello spettacolo italiano. Una grande carriera passata anche per pellicole piccanti e le copertine di Playboy, fino alle istituzioni, con un posto da assessore al Comune di Fiumicino. Una vita dedicata alla Fede, alla devozione a Santa Rita, e al suo grande amore, il mestiere dell’attrice, che torna prorompente nella sua esistenza. Dopo essersi dimessa da assessore la scelta di tornare a calcare le scene. Il 6 aprile prossimo sarà protagonista a Milano, con Giovanni Nuti, di una cantata per voce solista, coro e orchestra in una serata in onore di Alda Merini e in tv sul set della nuova edizione delle “Tre rose di Eva”.

In questa intervista OFF, Daniela Poggi racconta la sua vita, i suoi esordi, la sua carriera

La versatilità di Daniela Poggi: la tua carriera è fatta di teatro, varietà, cinema, televisione, conduzione, regie..Riesci a fare tutte queste cose e farle bene?

Non posso rispondere a questa domanda. Qualcuno che ha della creatività, che ha voglia di misurarsi con il pubblico, che ha emozioni da esternare, che è curioso, dovrebbe misurarsi con tutte le prove creative: dalla pittura, alla musica, canto, ballo. La mia piena realizzazione è nel rapporto con gli altri. La condivisione. Mi annoia il sentiero unico. Il mio lavoro è un viaggio.

Un episodio Off della tua carriera?

Io sono partita up, al top, poi soft-out, adesso sono al periodo OFF.
I miei esordi sono stati molto alti. Ho calcato subito le scene con Walter Chiari a Milano.

Un ricordo di Walter Chiari?

Un uomo che ho adorato violentemente per il suo istrionismo, per la generosità. Avevo 21 anni quando l’ho conosciuto; lui aveva l’età di mio padre. Era la mia enciclopedia. Aveva tante fidanzate che arrivavano e venivano e lui si sapeva gestire. Non era un divo. Un cavallo pazzo, indomabile ma straordinario. Mi ricordo delle sere in teatro, lo si aspettava per iniziare lo spettacolo. Non arrivava. La voce dava l’annuncio:” Signore e signori, abbiamo qualche problema tecnico, ma fra poco lo spettacolo avrà inizio”. L’impresario ci intimava di cominciare. Da testo lui doveva entrare dopo un po’. E lui si materializzava dall’esterno. Entrava dalla platea salutando il pubblico come se niente fosse. Per me è stata una grande scuola di elasticità. Quando incontro registi “stretti” di vedute, ripenso a Walter.

E con Gino Bramieri?

Esattamente l’opposto. Era amico di mio padre. Era tremendamente solo, non gioioso, rigorosissimo. L’opposto di Walter. Io non ho fatto scuole di teatro. Mi sono sempre buttata in scena. Dal collegio dove recitavo Racine davanti alle suore fino all’animazione Club Med a Jerba..

Poi Cinema. Sempre al top..

Corbucci, Steno, Nasca, Festa Campanile come registi. Attori: Dorelli, Pozzetto, Montesano, Buzzanca, Belmondo.. Ero una bella ragazza modello sportivo, sembravo americana, in salute. Mi ricordo un cinema dove c’era la gioia di stare insieme, perdere tempo anche, mangiare tutti assieme con la troupe. Era un cinema senza nevrosi. Oggi è tutto più serioso e molte persone si prendono troppo sul serio, che noia!

La femminilità è cambiata rispetto a una volta? Le Miss o Playboy avevano qualcosa di più casto rispetto ad oggi?

Non c’era malizia. Non c’era volgarità.

Che cos’è la volgarità?

Un atteggiamento, un linguaggio. Utilizzare se stessi, il proprio corpo per fini promozionali è volgare e non premia. Attirare l’attenzione proponendo il proprio corpo come merce di scambio è volgare. Mi sembra che rispetto ai servizi d’arte di alcuni fotografi di allora, tutto è peggiorato negli anni. Nelle commedie sexy che ho fatto io non c’erano parolacce.

Ti danno fastidio le parolacce?

Io ho girato un film di genere brillante con un regista famoso dove c’era la bestemmia all’ordine del giorno. Io me ne sono andata:” se non la smettete di bestemmiare me ne vado!”

Com’è andata a finire?

Con quel regista non ho più lavorato!

A quanti hai fatto girare la testa?

A tanti sì.

Il corteggiamento più bello che hai ricevuto?

R: Un giornalista a Città del Messico che si era innamorato perdutamente di me, mi mandò a prendere in albergo in Rolls Royce. Arrivai al luogo dell’appuntamento: cento Mariachi che mi fecero la serenata e quando scesi dalla Rolls bianca, mi arrivarono cento rose!

E poi?

Non è successo nulla. Era troppo pazzo e non mi piaceva!

Una follia che hai fatto tu per amore?

Una? Tante! Sempre per amore. Ho attraversato il Sudamerica per andare a trovare un ragazzo che stava a New Orleans. Per amore ho scavalcato le montagne!

Hai smesso di scavalcare?

Raggiungendo una certa saggezza perdi quella follia, quell’incoscienza. È un peccato.

Hai ricevuto proposte di altra “natura” diciamo indecenti?

Non faccio nomi ma sono volate sberle, spinte, sputi, sono scappata, ho lanciato bicchieri in faccia.. Un produttore che mi chiamava di notte invitandomi a partecipare….ti facevano capire: ” se ti concedi avrai quello che vuoi, altrimenti niente!” Un altro produttore mi chiese di trasferirmi a Los Angeles. Avrei dovuto sottomettermi. Ho perso tante occasioni ma chissenefrega! Oggi è un po’ cambiata, spero.

Hai elaborato una tecnica per neutralizzare queste avances?

R: Se a uno di questi parli della famiglia, chiedi dei figli, della religione se sono credenti. Bisogna toccare argomenti che fanno cadere l’eros. Sempre con il sorriso:” Andiamo a cena? Va bene! Mi fai vedere una foto di tua moglie? Che bella donna!” Bionda, bruna, gialla, verde..Ma quanti figli hai? Se entri nel vissuto di quest’uomo di potere, lo disarmi col sorriso.

Hai subito stalking da parte di qualcuno?

Ho avuto uno che mi telefonava a casa continumente. Ho denunciato alla polizia.

Che voleva?

Voleva parlare, venirmi a trovare. Su Facebook se non ci sono amicizie in comune, non concedo l’amicizia.

Che succede nella testa di un femminicida secondo te?

La donna ha fatto passi da gigante. È autonoma, ha consapevolezza di sé, ha potere decisionale, è indipendente economicamente anche perché oggi uno stipendio solo non basta. La donna è avanti, l’uomo per sua natura è stanziale. L’uomo non ha capito questa evoluzione: rabbie, gelosie, rancori e a volte purtroppo si supera il limite.

Hai conosciuto da vicino l’Alzheimer dovendo assistere in casa per tanto tempo tua mamma. Vuoi dare un consiglio a chi si trova a convivere con questa misteriosa patologia?

Amore. Bisogna avere con i malati delle espressioni molto gioiose, affettuose nel volto. Loro riconoscono il volto e la bocca in giù e ci rimangono male. Abbracciare e farsi abbrcciare e poi, renderli partecipi. Quando preparavo il monologo su di lei, mia madre era seduta sul divano, facevo venire a provare i musicisti a casa e lei applaudiva. Non capiva cosa stavamo facendo, ma si rendeva conto che era la spettatrice numero uno! Fare delle coccole, massaggini. Accarezzare il viso e la sera, cantare la ninna nanna come ai bambini. È una malattia devastante. Prima mia madre era un cavallo impazzito, furioso, buttava le cose dal balcone. È bastata una pillolina ed è diventata un angioletto.

La tua fase top l’abbiamo esplorata. Poi mi dicevi, hai passato una fase di mezzo, soft?

Le fiction. Non capisci bene “che stai facendo”. Le fiction ti legano, ti identificano. Soft ma anche “out”.

Quale sarebbe stato un incontro top nella tua vita?

Se avessi conosciuto Bergman! Truffaut. Potevo essere un’attrice di Truffaut!

Invece ti arriva la proposta di conduzione di Chi l’ha visto? Un ricordo di quelle dirette?

Panico. Adrenalina. Il terrore di essere sopraffatta dall’emotività: sparizioni, uccisioni, killer che se ne andavano in giro.. La cosa bella era quella di sentire di essere al servizio di persone che avevano bisogno.

La parte del tuo corpo che apprezzi di più?

La bocca e le caviglie!

Quella che non ti piace?

Il bianco dell’occhio come si chiama?

(Rispondo: la sclera) Si può renderla più bianca?( Faccio segno di no: più bianca non si può)

Sei stata assessore a Fiumicino

Cultura, Politiche giovanili, pari opportunità, diritti degli animali. Ho cercato di portare sul territorio la Cultura, che è anche cultura del rispetto dell’ambiente, degli animali, del territorio, dello Stato.

Cosa vorresti che si facesse in Italia per la tua professione?

Vorrei più rispetto per la categoria: Attore.
veu
Amatore
Amatore
 
Messaggi: 3005
Iscritto il:
domenica 28 novembre 2010, 22:25

Re: LE TRE ROSE DI EVA - Copertine e rassegna stampa

Messaggioda veu » martedì 28 marzo 2017, 20:47

Intervista a Roberto Farnesi (Alessandro) da Il Tirreno:

Un nuovo locale e presto un B&B per l’attore Farnesi
Impegnato sul set per le riprese della fiction di successo “Le Tre Rose di Eva” si racconta e anticipa alcune novità della nuova serie presto in televisione
di Roberta Galli

27 marzo 2017

PISA. Il lavoro e il successo lo hanno portato a vivere tra Roma e Milano, ma il suo cuore è rimasto a Pisa, dove è nato e cresciuto. «Impegni permettendo quando posso torno sempre a casa. Sono legatissimo alla mia città e alla mia famiglia e adoro fare le cose che ho sempre fatto, quando ancora il cinema non aveva bussato alla mia porta».
Parola di Roberto Farnesi, pisano doc, attore di successo e volto noto di tante fiction televisive andate in onda in questi anni su Canale 5.
Nella sua vita lavorativa la parola “pausa” è quasi sconosciuta. Brevi periodi di riposo e poi di nuovo sul set, come adesso, impegnato anima e corpo, nella quarta serie di una grossa produzione, targata Mediaset , in uscita nelle prossime stagioni. Parliamo del seguito de “Le Tre Rose di Eva” (saga di successo in dieci puntate) in lavorazione in questi mesi, dove Farnesi veste ancora i panni dell’affascinante Alessandro Monforte con al fianco la bellissima Anna Safroncik, la vulcanica Aurora Taviani, per la regia di Raffaele Mertes. Ma gli impegni non finiscono qui.
Farnesi ha da poco finito di girare la seconda serie di “Solo per amore. Destini incrociati”, un altro grande successo che ha incollato sul piccolo schermo migliaia di telespettatori.
Due produzioni importanti che rendono onore a questo attore pisano che si è fatto largo da solo nel mondo del cinema, passo dopo passo, animato da una grande passione e professionalità.
«Sono stato impegnato – ha raccontato l’attore, raggiunto telefonicamente nella capitale – sul set de “Le Tre Rose di Eva”. Abbiamo girato nei dintorni di Roma, anche se per copione la fiction è interamente ambientata in Toscana, ma per esigenze di produzione le esterne si svolgono nel Lazio, in alcune ville bellissime. Le novità non mancano - continua - così i fans potranno essere più che soddisfatti. Parlo del colpo di scena. Ebbene sì, tenevi forti, l’attrice Anna Safroncik rientra nel cast dopo che il suo personaggio, Aurora Taviani, appunto, era morto nella terza stagione. Il suo sarà un rientro dai risvolti imprevedibili e ricco di segreti».
D’altronde solo pochi mesi fa la messa in onda della morte di Aurora, nell’ultima serie, aveva aperto un oceano di polemiche tra i tanti telespettatori. In molti non avevano infatti apprezzato l’uscita dal cast della protagonista. Le lamentale si erano propagate in rete ed avevano esplicitamente fatto capire alla produzione che la coppia Aurora Taviani –Alessandro Monforte, ovvero Safroncik e Farnesi, non poteva essere toccata.
«E così è avvenuto - prosegue Farnesi - La produzione ne ha tenuto di conto. Ed eccoci qui. Alessandro ed Aurora saranno ancora al centro di una storia avvincente, mentre una nuova famiglia sarà il suo esordio nella trama tra vecchi e nuovi rancori. I protagonisti si rincontreanno un paio di anni dopo essersi lasciati. Il resto ovviamente è top secret».
Farnesi è più che soddisfatto. «Il lavoro in questo periodo mi sta dando grandi soddisfazioni» sottolinea. E come non dargli torto. Roberto ha appena terminato di girare il seguito di un’altra fiction di successo “Solo per amore 2”. «Un’altra grande produzione targata Mediaset – racconta – che dovrebbe essere inserita nei palinsesti della prossima stagione autunnale, dove interpreto il ruolo di un chirurgo di guerra alla ricerca di risposte che viene sconvolto da una storia importante. A fare da contorno una serie di intrighi sullo stile di “mafia capitale”, ma il vero e indiscusso protagonista resta solo e comunque l’amore. Come me sul set ci sono Antonia Liskova e Massimo Poggio, nei panni di Elena e Pietro Ferrante e tanti altri nomi molto conosciuti».
Attore di successo, ma anche un grande ristoratore, sempre nella sua amata Pisa. Non è infatti impossibile trovare Roberto Farnesi nel suo locale “Il Ristoro. La Bottega del Parco” aperto alcuni anni sull’Aurelia a Porta a Mare, a due passi da Ikea.
«Un locale – spiega Farnesi – nel quale credo molto. Dopo una prima esperienza con Varrone completamente assorbito da una nuova “Griglia” a Milano, adesso condivido questo progetto con il commercialista pisano Fabio Armani. E con lui abbiano fatto una piccola rivoluzione. Dalla carne, sempre e comunque il piatto forte del nostro ristoro, abbiamo puntato sui prodotti pisani doc, sui vini biologici, sull’olio, sul miele e sui prodotti del Parco. Una carta, secondo noi, più che vincente, visto il successo che il locale sta riscuotendo in questi mesi, anche in campo occupazionale. Diamo lavoro a dieci persone e di questi tempi mi sembra un risultato da non sottovalutare».
Ma i progetti non finiscono qui. Il vulcanico Farnesi ha un altro sogno nel cassetto che preso sarà realizzato. Affiancare al Ristoro anche una attività di bed and breakfast.
«Ci stiamo lavorando e siamo già a buon punto – conclude Farnesi – con sei camere ben arredate, dove sarà possibile trascorrere dei soggiorni rilassanti oltre ad assaporare una buona cucina a base dei prodotti del Parco».
I fans e non solo sono avvisati.
veu
Amatore
Amatore
 
Messaggi: 3005
Iscritto il:
domenica 28 novembre 2010, 22:25

Re: LE TRE ROSE DI EVA - Copertine e rassegna stampa

Messaggioda veu » lunedì 1 maggio 2017, 11:32

Da Vanity Fair:

Anna Safroncik: «E così ci ho dato un taglio»

Ha cambiato look perché «ero diventata troppo pesante». Ma Anna Safroncik, che «risorgerà» in Tv, i capelli li vorrebbe accorciare a un uomo. Perché quelli sulle «fidanzate dell'Est» non sono (tutti) luoghi comuni

Roma, una villa sull’Appia Antica. Fuori c’è un vento freddo di tramontana che piega limoni, ulivi e rose.
Anna Safroncik si stringe nella sua giacca di pelle in questa giornata che le ricorda un primo maggio (1986) a Kiev passato alla storia. «A Chernobyl, 60 chilometri da casa, c’era appena stato il disastro nucleare, noi però eravamo tutti in strada con i palloncini, a fare festa per la parata. Non ci avevano avvisato che non dovevamo uscire. Solo un politico, benché tardi, lo fece.

Ma la trasmissione in Tv fu interrotta bruscamente, e lui subito rimosso. Noi abitavamo vicino alla principale stazione ferroviaria dell’Ucraina, e dopo quel discorso i treni iniziarono a caricarsi di bambini. Partivano interi vagoni di figli, con pochissimi adulti, perché non c’era posto: ci mandavano da nonni, lontani parenti, amici. Madri si raccomandavano a controllori sconosciuti: “Ti prego, non perderlo di vista”. Allungavano foglietti di carta: “Portalo a questo indirizzo”».

Anna dice che quando ti passano davanti agli occhi immagini così poi non se ne vanno, restano. «Ti senti una sopravvissuta e sai che ogni esodo è solo volere salvare la propria famiglia. Credo siano nate quel mattino tutte le donne cui da attrice avrei dato corpo: le scelgo per la forza e il coraggio che dovrebbero governarci, soprattutto adesso che attraversiamo un femminile disorientato e disorientante». Mette a fuoco la questione, la personalizza: «Conoscevo le istruzioni, mi hanno stravolto le regole del gioco. Nessun uomo cerca una matriarca indipendente portatrice di valori come amore, rispetto, fiducia. La fidanzata serve ormai per convenienza. O come un trofeo, per far bella figura. Siamo nella sfera del calcolo, della ragione. Ma io la rifiuto».

Ribelle fin da piccola, Safroncik cresce dietro le quinte del teatro: la mamma è Lilia Tchapkis, ex prima ballerina dell’Opera di Kiev, il papà è il tenore Eugenio Safroncik che «continua a mancarmi, ho passato l’infanzia sulle sue gambe ad ascoltare La Traviata». In Italia viene con la madre, quando i suoi si separano. Ha 11 anni, e già sogna di conquistare col mestiere d’attrice «non la fama, non i soldi, ma una voce». «Cambiai Paese, lingua, abitudini, modo di pensare. Da Arezzo, dove ci eravamo stabilite, facevo la pendolare con Roma per i provini: non arrivavamo a fine mese e anche 5 mila lire risparmiate erano preziose».

Oggi ha 36 anni ed è tra i volti più conosciuti della Tv. Ha appena concluso le riprese della quarta serie delle Tre Rose di Eva dove un plebiscito di spettatori addolorati per il suo addio ha fatto sì che tornasse in scena «con una storia riscritta e la morte del mio personaggio, Aurora, trasformata in una scomparsa apparente». Dal 27 aprile invece la vediamo nel film di Giuseppe Alessio Nuzzo Le verità, dove interpreta la donna che appare nei sogni di un ragazzo in coma (Francesco Montanari).

«Il mio, di futuro, continuo a immaginarlo a due e poi a tre. Ma non sono accomodante, e sono incapace di creare una famiglia per compromesso anagrafico, burocratico, materiale. L’amor proprio è superiore a tutto, anche al rischio di rimanere senza un marito, senza un figlio. Il desiderio di maternità lo sento, ma viene dalla società che mi dà in scadenza: ci tratta come incubatrici, non tiene conto di scienza, adozioni e altri miracoli».

Il programma di Paola Perego Parliamone… sabato è stato chiuso a causa di un servizio sul «perché scegliere una fidanzata dell’Est»: lei si è sentita offesa? «L’offesa non stava nel giudizio, ma nel concetto di fondo: l’amore è convenienza, e le ragazze russe o ucraine ti convengono perché hanno il fisico marmoreo anche dopo avere partorito, e sono sexy. È vero, spesso siamo così, ma siamo anche quasi tutte laureate, abbiamo studiato». Fra gli altri «vantaggi», c’era che le ragazze dell’Est «perdonano il tradimento»: «Io l’ho fatto, ma non c’entra con le mie radici. L’ho perdonato perché non si molla quando la storia si fa difficile, però non l’ho dimenticato». Ed è «disposta a far comandare» il suo compagno? «Se l’ho scelto è perché lo ritengo degno di guidarmi, di togliermi i pantaloni che indosso da troppo e di metterseli lui». Il programma diceva anche che sareste «casalinghe perfette». «Io per nulla al mondo rinuncerei a curare il mio nido, ad avviare le lavatrici, a tagliare i capelli al mio fidanzato, a scegliergli la cravatta per l’ufficio. Quel che adoravo di più con Paolo (Barletta, con cui è finita nel 2015, ndr) era preparargli la cena dall’antipasto al dolce, come fosse un ristorante stellato, ma solo nostro».

Oggi Anna si è fatta un bel taglio di capelli nuovo. «Ero diventata pesante. Poi ho reagito: sono viva, sono sana, ho il dovere di smetterla di piangermi addosso. Mi alleggerisco in testa, e alleggerisco tutto. Quando recuperi un’energia vitale, le cose prendono a colorarsi. Se stai a zero, il resto si azzera. Siamo nate tutte madri di armonia e resistenza».

Da Vanity Fair n. 17/2017.
veu
Amatore
Amatore
 
Messaggi: 3005
Iscritto il:
domenica 28 novembre 2010, 22:25

Precedente

Torna a Le tre rose di Eva

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

regnonovelas.altervista.org indicizzazione motori ricerca PageRankTop.com

  • Link utili